Comune di Fiera di Primiero




Tasti di accesso rapido

Vai al contenuo principale della pagina



Sei in: il Comune > Informazioni storiche

Notizie storiche:

Fiera di Primiero è il centro amministrativo e commerciale della valle di Primiero.

La sua nascita risale al XV secolo quando in zona, con la Casa d'Austria, si sviluppò l'industria mineraria, il centro abitato di Fiera diventò un vero e proprio centro minerario e commerciale. Venne così chiamato perchè si svolgevano i mercati. I sui fondatori, legati all'attività mineraria, provenivano principalmente dall'area tedesca.

Stampa del 1888Fiera conobbe subito un notevole sviluppo; in quell'epoca venne eretta la maestosa gotica chiesa Arcipretale, e il palazzo delle Miniere sede giudice minerario; Primiero diventò uno dei più importanti distretti minerari del Tirolo.

Man mano la borgata si ampliò, famiglie di rilievo provenienti dagli antichi centri più vicini si stabilirono a Fiera, tra esse i conti Welsperg, feudatari della valle dal 1401, vi alternavano la residenza con il Castel Pietra; notai, nobili ed anche giurisdicenti non tardarono a trasferire la propria attività e residenza nel nuovo borgo.

Per la sua felice posizione topografica divenne in effetti il comune più importante della valle. Rimase pressochè estraneo ai centri rurali vicini, sia linguisticamente che giuridicamente.

A capo vi era il borgomastro, mentre gli altri paesi della vallata (columelli) avevano a capo il marzolo.

Dopo la decadenza del periodo minerario Fiera rimase comunque un importante centro commerciale e amministrativo e per questo fu elevata a Borgata.

Fino alla fine del XVIII secolo per la vallata non vi furono avvenimenti di rilievo, nel 1807 a seguito della conquista del Tirolo da parte di Napoleone, Primiero venne ceduta alla Baviera e dal 1809 fino al 1815 venne aggregata al Dipartimento del Piave.

Con il Congresso di Vienna Primiero ritornò con l'Austria fino alla fine della prima Guerra Mondiale, quando Primiero con il resto del Trentino Alto Adige venne annesso al Regno d'Italia.

Verso la fine del 1800 le miniere di ferro vennero chiuse e si aprì per la valle un duro periodo di massiccia emigrazione, fino a quando si sviluppò il turismo che aveva dato i primi segni all'inizio del XX secolo con la nascita dei primi alberghi a Fiera e San Martino di Castrozza.

La Borgata di Fiera fu interessata più volte da incendi, il più grave divampò nel 1902, le case della rivetta, dove viveva gran parte della popolazione, vennero completamente distrutte e tante mai più ricostruite, vi fu una grande solidarietà da parte di numerose città e paesi.

Durante il primo conflitto mondiale la nostra zona fu interessata dalle operazioni militari.

Antichi costumiIl Comune di Fiera nel 1927 fu aggregato con gli altri Comuni di Sagron Mis, Siror, Tonadico e Transacqua al Comune di Primiero con sede a Fiera.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale vennero ripristinate le vecchie amministrazioni comunali e con il 11.11.1946 Fiera di Primiero riacquista la propria autonomia politico-amministrativa.

Periodicamente la popolazione dovette lottare contro le varie inondazioni che si succedettero nei secoli, anno memorabile fu il 1882, ma tutt'oggi è ancora vivo nei ricordi della gente la tragica alluvione del 1966 che provocò danni e distruzioni in tutta la vallata.

Fiera di Primiero diede i natali a Luigi Negrelli (1799 - 1858), iniziatore e progettista delle ferrovie nell'Elvezia e nel Lombardo Veneto e ideatore del Canale di Suez.

L'estensione territoriale di Fiera è assai limitata, pari a circa 15 ettari, confina con i Comuni di Tonadico e Transacqua, possiede una notevole proprietà boschiva nei pressi di Valmesta-San Martino di Castrozza, in C.c. di Siror di circa 600 ettari.

Lo stemma del Comune di Fiera di Primiero, adottato il 12 maggio 1989, ripropone l'antico stemma di Fiera posto sull'arco di trionfo della chiesa Arcipretale così descritto: "Troncato d'argento e di rosso alla rosa a sei petali, tre e tre, dell'uno nell'altro con il talamo del campo"; il disegno depositato a Innsbruck porta la data del 1491, i colori bianco e rosso sono quelli della contea del Tirolo.

Il Palazzo delle Miniere:

Il palazzo delle MiniereIl Palazzo delle Miniere sarebbe stato fatto erigere da Sigismondo duca d'Austria e Conte del Tirolo nel secolo XV per insediarvi il giudice minerario (Bergrichter). Il Palazzo sorge alla fine della Rivetta in una delle zone più antiche e interessanti dal punto di vista architettonico e storico. In questo luogo sorgono infatti la chiesetta di S. Martino, che conserva l'abside romanica con resti di pitture duecentesche e la chiesa di Santa Maria Assunta, nel cui interno nel 1995 scavi archeologici hanno portato alla luce resti di strutture architettoniche la più antica delle quali sembra risalire al VI VII secolo.

Il Palazzo delle Miniere nel corso dei secoli fu sede di vari uffici pubblici e subì di conseguenza modifiche e aggiunte (in particolare il vano scale esterno del XIX secolo) che ne modificarono l'impianto originale. Di proprietà del Demanio pubblico, dovrebbe essere acquisito dal Comune di Fiera di Primiero che ne è già concessionario per scopi culturali. Attualmente è sede del Centro di documentazione della storia e cultura materiale di Primiero con mostre permanenti dedicate alla tessitura e filatura, alla fucina, all'arte casearia, alla fienagione e avarie altre attività artigianali. In altre sale sono esposti materiale documentario su Luigi Negrelli e sulle miniere di Primiero oltre a mostre temporanee di vario genere.

Luigi Negrelli:

Ingegnere, nato a Fiera di Primiero il 28 gennaio 1799, morto a Vienna il I ottobre 1858. Nel 1819 entrava come praticante nella Direzione edile provinciale del Tirolo e del Voralberg e l'anno seguente superava l'esame di stato di ingegnere civile. Col 1821 iniziò una lunga serie di lavori stradali in Val Pusteria e nella valle dell'Adige. Diresse quindi (1825) una sezione di ricerche idrografiche e si occupò della sistemazione del Reno fra il principato di Liechtenstein e il lago di Costanza. Nel 1832 il cantone di San Gallo gli affidò il posto di ispettore dei lavori stradali e idraulici: tre anni dopo passò a Zurigo, ingegnere capo della Kaufmannschaft, e vi costruiva strade, moli e il bel ponte del Duomo sul Limmat; nel 1839 era commissario federale nei cantoni Ticino, Vallese e Uri per i danni delle inondazioni e poi capo della commissione per la regolazione del Lint. In questo anno ideava la prima ferrovia svizzera (la Zurigo-Basilea) e studiava l'intera rete delle comunicazioni stradali, ferroviarie e dei canali navigabili della Svizzera.

Luigi NegrelliNel 1840 ritornò in Austria ispettore generale delle ferrovie del nord e vi rimase fino al 1842, aprendo all'esercizio la Vienna-Olomouce studiando la rete del Wurttemberg e gli allacciamenti tra Baden e Baviera. Nel 1842 collaborava all'istituzione della rete delle ferrovie di stato austriache. Al tempo stesso si occupava dei problemi ferroviari svizzeri e seguiva la costruzione delle linee che aveva progettato. Nel 1846 dirigeva i lavori delle ferrovie Beuthen-Leopoli-Brody e Leopoli-Czernowitz. Nel 1848, creato il Ministero dei lavori pubblici, fu chiamato a capo della prima sezione, carica che abbandonò presto, inviato commissario ministeriale nel Lombardo-Veneto a porre riparo alle devastazioni di strade e ferrovie dovute alla guerra. Nel 1849 era nominato capo della direzione superiore dei lavori inerenti a strade, acque, ferrovie e telegrafi stabilita a Verona; nello stesso anno era creato cavaliere dell'impero col predicato di Moldelba, in memoria d'un suo progetto di canale fra la Moldava e l'Elba e del ponte da lui costruito alla confluenza dei due fiumi. Nel 1850 fu nominato presidente della commissione per la navigazione del Po e nel 1852 commissario per la ferrovia centrale dell'Italia media; da tutte le ricordate cariche veniva esonerato nel 1855, perchè ritenuto troppo favorevole all'elemento italiano, ed era richiamato a Vienna. Poco vi rimase; nel novembre di tale anno partiva per l'Egitto, incaricato di portare a termine gli studi sul canale di Suez, iniziati da lui fin dal 1838, e che l'avevano condotto a progettare un canale navigabile senza conche. Ritornato in Austria, era nel 1856 ispettore generale delle ferrovie. Continuava intanto occuparsi del canale, riuscendo a vincere le opposizioni mosse da ragioni politiche e sostenute dagli Inglesi con a capo R.. La morte immatura gli tolse la possibilità di trarre un qualsiasi vantaggio dal lavoro, che venne tradotto in atto da F. de Lesseps, al quale spesso viene dato il merito della parte tecnica del progetto, che è invece interamente del Negrelli.